Quello che sta accadendo in Medio Oriente ed in particolare in Palestina costituisce l'ultimo stadio di un'escalation di violenza e brutalit� terroristica che da tempo insanguina quei territori sacri. Da alcuni giorni � in atto un brutale attacco verso una popolazione ormai allo stremo e al suo legittimo rappresentante, Yasser Arafat, che proprio la comunit� internazionale ha in passato insignito del Premio Nobel per la pace, riconoscendone l'impegno per la pacifica convivenza dei due popoli, ebraico e palestinese, entrambi portatori del diritto ad un'esistenza libera e pacifica. Questa vicenda sta evidenziando in maniera drammatica l'inefficacia degli strumenti di diritto internazionale e delle Convenzioni sui diritti umani, unitamente ad una colpevole latitanza e debolezza di tutte le istituzioni internazionali e delle diplomazie in genere. Lo stesso Consiglio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, pur dopo l'approvazione unanime di una risoluzione con la quali � stato chiesto il ritiro dell'esercito di Israele dalla terra di Palestina, non riesce a trovare strumenti efficaci per dare attuazione alle proprie deliberazioni. Le immagini e le notizie di Arafat impossibilitato a ricevere interlocutori internazionali e a svolgere il suo ruolo istituzionale, i rastrellamenti e gli arresti di massa nei campi profughi, l'impedimento sistematico delle attivit� di assistenza sanitaria (fino all'uccisione di numerosi medici e infermieri ed ai feriti lasciati morire dissanguati sulle strade), la metodica distruzione infrastrutture civili rappresentano il superamento di quel limite oltre il quale la ragione e il diritto appaiono parole vuote e la forza domina sovrana. Del pari l'accanimento contro gli operatori dell'informazione e gli spari contro i pacifisti europei, tra cui molti italiani, dimostrano la volont� di tenere lontana la comunit� internazionale - oggi rappresentata purtroppo essenzialmente da questi volontari benemeriti - dal teatro dei massacri, evitando i possibili testimoni delle violazioni sistematiche delle garanzie civili in corso. A fronte di una siffatta catastrofe politica e della crisi umanitaria che ogni giorno di pi� va delineandosi, lo stesso diritto comune delle genti, quello che aspira ad affermare le ragioni del dialogo e della tolleranza, del rispetto dei popoli e della loro indipendenza, esige un intervento risolutore e chiede che la pace possa tornare nel martoriato territorio di Palestina, partendo dall'irrinunciabile presupposto, cos� come sancito in risoluzioni ONU da oltre trent'anni, del ritiro dell'esercito Israeliano dai territori illegittimamente occupati onde arrivare al principio per cui entrambi i due popoli debbono poter pacificamente convivere in due stati autonomi. Appare quindi doveroso chiedere con fermezza e senza tregua che siano rispettate le risoluzioni dell'Onu che riconoscono lo Stato di Palestina, unica soluzione per la pacifica convivenza di due popoli cui si vuole negare una prospettiva diversa dalla guerra, ma anche banco di prova della reale volont� di pace di governanti che disconoscono, giorno dopo giorno, le pi� elementari regole di convivenza. Quest'assunzione di responsabilit� � tanto pi� urgente all'indomani della risoluzione n. 1379 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, se non vogliamo che la riaffermazione dell'obbiettivo di "due stati per due popoli" rimanga una mera affermazione di principio che risuona come vano commento della tragedia che si compie. Lo stesso segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha proprio oggi ribadito come la presenza dell'esercito Israeliano nel quartier generale di Arafat e le sue azioni militari in Cisgiordania e a Gaza "possono solo produrre un ulteriore deterioramento della crisi e la perdita di altre vite innocenti sia tra gli israeliani che tra i palestinesi" e ne ha pertanto chiesto l'immediata cessazione Dobbiamo pertanto pretendere che gli tutti gli Stati si adoperino in esecuzione del mandato loro conferito e si interpongano con ogni strumento per far cessare l'aggressione e ogni forma di violenza, in Palestina come altrove . Dobbiamo lottare affinch� che la cultura della pace e del riconoscimento reciproco regoli i rapporti tra i popoli, assurdamente divisi tra stati " canaglia" e stati " amici ", a seconda delle opportunit� politiche ed economiche del momento. Dobbiamo renderci conto che la negazione del diritto di esistere alla Palestina pu� rappresentare oggi una scelta politica di non ritorno, la cessazione di un seppur tenue aggancio all'idea di una legalit� internazionale. Fondamentale appare quindi la mobilitazione di tutte le forze democratiche perch� sia assicurata l'esistenza dello Stato Palestinese e salvata la vita del Presidente Arafat e siano ristabilite le garanzie civili nei territori palestinesi.
Chiediamo quindi: - l'invio di osservatori nazionali nei territori palestinesi oggetto delle violenze di questi giorni affinch� possano vigilare sul rispetto delle norme di diritto e dei principi sanciti dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e dalle Convenzioni di Ginevra. - che il governo Israeliano ritiri il proprio esercito dai territori assegnati all'Autorit� Palestinese e anzi cessi l'occupazione dei territori invasi nel 1967, cos� come stabilito nelle risoluzioni gi� approvate dall'ONU in materia, assicurando altres� la nascita di uno stato Palestinese a fianco dello Stato di Israele affinch� essi possano convivere nel mutuo rispetto delle aspirazioni e dei diritti dei due popoli; - che il Governo Italiano voglia fornire efficace assistenza e tutela ai cittadini italiani che in questo momento sono nei territori palestinesi occupati intenti a svolgere, nella vacanza delle diplomazie internazionali, il ruolo di osservatori e forza pacifica di interposizione contro le violenze in corso; - una campagna di raccolta di medicinali e generi di prima necessit� da inviare in Palestina in favore delle popolazioni colpite dall'emergenza umanitaria. I giuristi Democratici si impegnano a inviare una propria delegazione ufficiale nei territori palestinesi con le finalit� sopra ricordate. Fausto Gianelli Mobilitiamoci! venerd� sera dovrei partecipare al Consiglio comunale (anche per difendere la mozione da me oggi presentata sulla Palestina); ma da oggi un'idea solletica lo spirito battagliero che mi rugge in petto: domani e venerd� partono due aerei da Roma per la Palestina, si va a cercare di "interporsi" e "osservare", dando il cambio ai pacifisti di Action for Peace arrivati il 27. Sono assai tentato, per l'aereo di domani non c'� pi� posto (e questo mi pare comunque un buon segno). Sono in lista d'attesa per venerd�.. mah... Attendo che questa notte mi porti consiglio. Un abbraccio Fausto per essere informati su ci� che succede in Palestina, dai pacifisti italiani presenti: http://www.sherwood.it/carovanapalestina/ Segnalo la testimonianza di Renato Di Caccamo, medico italiano volontario gi� presente a Genova , registrata oggi alle 18:30 http://audio.sherwood.it:8080/ramgen/sherwood/2002/aprile/02_04_02/renato18_30.rm
