Il giorno ven 10 gen 2020 alle ore 16:14 Piviul <[email protected]> ha scritto:
> Marco Bertorello ha scritto il 10/01/20 alle 14:35: > >[...] > > Per esempio, io non sono mai riuscito a capire come funziona Ceph, che è > > l'unico > > con pieno supporto[1]. > questo Ceph deve essere davvero impestato tutti ne parlano, nessuno è > riuscito ad usarlo... > > Comunque per partire anzitutto quale filesystem mi consigliate per > proxmox. Ridondato o no? Su disco SSD o SATA o SAS? > Per il laboratorio è indifferente, non credo possano esserci problemi di performance o necessità di particolare affidabilità. Usa quello che hai. Io per sperimentare diversi setup, facevo delle VM con virtualbox simulando i vari nodi del cluster (dischi, schede di rete, ecc), per poi replicare su hw vero una volta ottenuto ciò che mi interessava. Il tutto sul mio laptop. Più in generale, ti consiglio di partire con setup "base", utilizzando i default proposti da Proxmox poi, man mano che prendi confidenza e capisci come lavora, puoi addentrarti nelle configurazioni più particolari. Un po' come avremo fatto tutti con le prime installazioni di debian (per chi ha cominciato da sarge in avanti, woody non era così semplice da installare). > > Alla fine ho optato per ZFS con le repliche, che non è proprio un FS > > condiviso, ma > > almeno mi mette in condizione di accendere un VM/LXC su gli altri nodi > > in caso di > > morte di un nodo. > con repliche vuole dire che i volumi replicati vengono sincronizzati > sugli altri nodi automaticamente in modo trasparente? > Si, più o meno, nel senso che le repliche le devi configurare per ogni VM/LXC, verso i nodi su cui vuoi replicare (nell'articolo ne parlo) > Scusate le domande banali ma ho ancora molta confusione... > è normale, vedrai che man mano che ci metti mano ti si schiariscono le idee ciao, -- Marco Bertorello https://www.marcobertorello.it

